Manda Soldi a Casa

Risparmio

Il risparmio


Il sistema finanziario può essere un utile aiuto nella vita di una persona, di una famiglia, di un’impresa. Può aiutarci a gestire il nostro denaro, a proteggerlo e a valorizzarlo, così come può darci le risorse per sostenere progetti o necessità improvvise. Ma tutto questo è possibile solo se si conoscono le sue opportunità, le sue regole e anche i suoi rischi. Alcune schede possono aiutarvi a entrare in alcuni argomenti e iniziare a conoscere alcuni elementi del sistema finanziario, delle banche e dei prodotti e servizi finanziari.

Cosa è il risparmio e a cosa serve?


Ciascuno di noi ha delle entrate, che di solito sono legate allo stipendio o a un’attività di impresa (o semplicemente denaro che ci viene inviato o prestato), e delle spese legate al vivere di ogni giorno. Non sempre però spendiamo tutto quello che guadagniamo. Quella parte di denaro, piccola o grande che sia, che non spendiamo immediatamente e che rimane, costituisce il risparmio. In economia il risparmio si definisce come differenza fra il reddito (le entrate) e il consumo presente (le spese).

Il risparmio ha diverse funzioni, in primo luogo, sommato mese dopo mese va a costituire il nostro patrimonio, cioè la riserva di denaro che accumuliamo gradualmente. Questa riserva può servirci per far fronte a spese impreviste, o a spese future (come gli studi dei nostri figli o una cura medica), a vivere nei periodi in cui non abbiamo nessun reddito o in cui le spese sono maggiori delle entrate, o ancora ad acquistare beni di una certa importanza come la casa, il mobilio o l’automobile.
Non sempre si riesce a risparmiare, a volte le spese non lo consentono, così come in alcuni mesi si riesce a risparmiare di più e altri di meno. Il risparmio va visto nel tempo, piccole somme di denaro, sommate possono dar vita ad una somma anche consistente.
Ma soprattutto il risparmio ha due vantaggi importanti:

- ci consente di ridurre la nostra vulnerabilità finanziaria (ossia la possibilità che debba chiedere denaro a prestito se le spese superano di poco le entrate, o se un evento improvviso, come una malattia, richiede spese maggiori)
- ci consente di avere accesso ad altri strumenti e servizi finanziari come il credito (ad esempio una banca che vede accumularsi i risparmi con una certa regolarità, certamente sarà più favorevole a concedere credito).

Gli strumenti finanziari, se scelti con attenzione, possono aiutarci ad accumulare, accrescere e soprattutto proteggere i nostri risparmi, oltre che rendere più veloce il nostro processo di integrazione sociale ed economico.

Cosa è e cosa fa una banca?


È abbastanza semplice che accada che abbiamo a disposizione una somma di denaro superiore a quella che occorre per le spese immediate. Così come è normale che possa accadere che in un certo momento o per un dato progetto (come l’acquisto di una casa o un’attività imprenditoriale) si abbia bisogno che qualcuno ci presti denaro che prevediamo di restituire nel tempo. La banca è il luogo dove la disponibilità di denaro dei primi si incontra con la mancanza di denaro dei secondi. Senza la banca ogni volta in cui mi servisse del denaro dovrei cercare qualcuno che è disposto a prestarmi la stessa somma, per lo stesso tempo per cui ne ho bisogno io. Provate a moltiplicare questo per ogni uomo e ogni negozio o fabbrica…La banca è perciò un intermediario che sta in mezzo fra coloro che affidano in deposito il proprio denaro e coloro che lo prendono a credito (in prestito).
Ma la banca fa molto di più. Nel caso infatti in cui chi ha preso del denaro in prestito non è più in grado di restituirlo, la banca garantisce ugualmente a chi le ha dato il denaro in deposito che lo potrà prelevare in qualsiasi momento. La funzione della banca diviene allora molto delicata, perché da un lato deve assicurare il risparmio di tutti i cittadini e dall’altro deve garantire il credito, cioè la possibilità di prestare denaro a chi ne ha bisogno. L’economia intera di un paese si fonda proprio su questa funzione di intermediazione. La capacità della banca di prestare denaro a chi e a quei progetti buoni, che riusciranno a restituire il prestito, costituisce la principale abilità di una buona banca. Se presta troppo facilmente rischia di fallire, se invece è troppo prudente e presta poco, crea un danno a tutta l’economia e a conti fatti anche a se stessa. Ecco perché esiste un’autorità di vigilanza, la Banca d’Italia, che svolge istituzionalmente il compito di vigilare sull’attività di ogni banca, a tutela di tutti.
La banca svolge poi un’altra funzione fondamentale, che è quella di rendere agevoli e spediti i pagamenti che ogni giorno vengono fatti in un sistema economico. Immaginate cosa significherebbe se ciascuno di noi dovesse gestire i propri pagamenti sempre personalmente e in contanti, o cosa significherebbe per un’impresa. La banca, attraverso sistemi che ogni giorno divengono più rapidi e efficienti, gestisce tutti i pagamenti (carte di debito e di credito, bonifici, addebiti e accrediti automatici dei conti, trasferimenti di denaro), rendendo disponibile in qualsiasi momento i contanti (le banconote) per il pubblico.

Perché aprire un conto in banca?


Il conto corrente bancario è uno strumento che ha molte funzioni e che in molti casi è indispensabile nella vita di ogni giorno (a volte è richiesto anche per lavorare).
Prima di tutto è un luogo sicuro dove depositare i nostri soldi senza doverli nascondere in casa, con il rischio che vengano rubati o persi. Inoltre, come abbiamo visto parlando del risparmio , il conto corrente, come gli altri prodotti di risparmio, ci consente di accumulare nel tempo una quantità di denaro che, sommata, può costituire un’utile riserva per il futuro. Il conto corrente ci dà un piccolo tasso di interesse (che dipende dalle scelte della banca e dai tassi di mercato) che va a sommarsi ai nostri risparmi.
Il conto corrente ci dà poi la possibilità di utilizzare tutti i servizi di pagamento che le banche offrono e che rendono molto più semplici e veloci tutti i nostri pagamenti quotidiani, dalle carte bancomat (vedi scheda sulle “Carte di Pagamento” in questa sezione) o le carte ricaricabili che ci consentono di prelevare o di spendere ovunque ci sia un apparecchio abilitato, gli assegni, i bonifici bancari o la possibilità di accreditare automaticamente il nostro stipendio o di addebitare automaticamente le bollette senza doverle pagare ogni volta di persona.
Una terza funzione, altrettanto importante, riguarda il fatto che avere un conto corrente ci consente di accedere ad altri servizi e prodotti finanziari, come le assicurazioni o il credito (piccoli finanziamenti, prestiti personali, acquisti a rate o mutui).
Rispetto ad un’attività imprenditoriale, piccola o grande che sia, il conto corrente si può dire che è uno strumento indispensabile.
Il conto corrente, anche se ha un costo, o si hanno pochi soldi da depositare, offre perciò delle opportunità importanti nel gestire il proprio denaro e i propri bisogni finanziari presenti e futuri. Certamente è uno strumento indispensabile per acquistare quella che si definisce cittadinanza economica, ossia la possibilità di essere cittadini attivi nell’economia di un paese.

Cosa è un’assicurazione?


L’assicurazione è un prodotto finanziario molto particolare. É un contratto con cui trasferisco alla compagnia di assicurazione il rischio che possa accadere un certo evento negativo. Generalmente il rischio che io mi faccia male o che la mia casa venga distrutta da un incendio o la mia macchina venga rubata è tutto mio. Se succede non posso farci nulla. L’assicurazione fa sì che il rischio venga trasferito alla compagnia di assicurazione, pagando una somma di denaro molto minore rispetto al danno che io potrei avere se accadesse quel determinato evento. Se mi viene rubata l’auto, ad esempio, la compagnia di assicurazione mi ridarà una somma di denaro che corrisponde al valore in quel momento della mia macchina, così come nel caso di incidente, l’assicurazione di chi lo ha causato pagherà i danni fatti alle persone o alle cose coinvolte. Esistono assicurazioni per moltissime cose, si possono infatti assicurare oggetti particolari, la nostra stessa vita, qualsiasi cosa abbia un valore economico, anche la rimessa, ad esempio. Così come esistono assicurazioni che rimborsano operazioni chirurgiche importanti o spese mediche e visite mediche specialistiche (assicurazioni sanitarie), e assicurazioni che sono obbligatorie per legge, come nel caso dell’assicurazione Responsabilità Civile per auto e moto.
L’importo che noi paghiamo all’assicurazione si chiama premio, mentre la somma di denaro che l’assicurazione ci darà nel caso in cui si verifichi l’evento che abbiamo assicurato prende il nome di indennizzo o risarcimento. Prima di acquistare un’assicurazione è importante leggere con attenzione tutte le clausole del contratto e in particolar modo tutti i limiti che l’assicurazione fissa al risarcimento del danno. In alcuni casi, infatti l’assicurazione non si ritiene responsabile (ad esempio se sono io a dare fuoco alla mia casa, l’assicurazione non risarcirà nessun danno), ma il contratto deve specificare con chiarezza i limiti.
Ma perché spendere oggi una somma di denaro per una cosa che forse accadrà in futuro, e che potrebbe anche non accadere mai?
L’assicurazione svolge un compito molto importante nella vita di una persona. Il verificarsi di un certo evento sfortunato, come un furto, un incendio, un allagamento o un’operazione chirurgica particolarmente costosa, sono cose rare, ma quando accadono sono in grado di metterci in seria difficoltà da un punto di vista finanziario e obbligarci ad indebitarci. Immaginate di aver bisogno oggi dei soldi necessari per riacquistare una macchina di cui magari state ancora pagando le rate, o per riparare la casa. Quando si parla di assicurazioni si parla sempre di rischio, ossia di qualcosa che può accadere con una certa probabilità diversa per ciascun caso. Ma il rischio può essere più o meno grande in termini di danni che può creare a me e alla mia famiglia. Il rischio non deve essere mai sottovalutato, solo perché non è sicuro che accada. È allora importante essere prudenti e attenti, guardando al futuro e a cosa potrebbe accede se quell’evento rischioso si verificasse. Chiaramente il costo dell’assicurazione (cioè il premio) è un elemento che fa parte della valutazione (assicurare una macchina che ha 10 anni di vita contro il furto, ad esempio ha un costo troppo alto rispetto alla somma di denaro che l’assicurazione mi darà in caso venga rubata). Informarsi in modo adeguato è la prima cosa importante per affrontare qualsiasi rischio.

Cosa è un prodotto di accumulo risparmio?


I prodotti di accumulo risparmio sono dei prodotti finanziari che consentono di mettere da parte una certa somma di denaro con una certa regolarità e costruire così nel tempo un piccolo capitale che può essere utilizzato per spese future. In pratica, grazie a questi strumenti, è possibile decidere di versare ogni mese (o con una frequenza diversa) una piccola somma di denaro che si va lentamente a sommare (insieme ad un interesse su quanto già versato) formando, dopo un certo periodo di tempo una somma anche consistente (che prende il nome di capitale). A volte infatti ci troviamo a dover affrontare spese (come gli studi o l’acquisto di una macchina o di un furgoncino per il lavoro) che richiedono la disponibilità di una somma di denaro importante, difficile da avere tutta insieme. Una soluzione può allora essere quella di mettere da parte nel tempo piccole somme di denaro con una certa regolarità che, dopo un certo periodo di tempo, ci portano ad avere la somma di cui abbiamo bisogno senza grandi sforzi. Il Governo inglese, ad esempio, ha realizzato un prodotto che consente ai genitori di mettere da parte del denaro, anche con piccoli versamenti, per il propri figlio. Quando compirà 18 anni riceverà tutto il capitale versato più gli interessi e potrà così pagarsi l’università o l’avvio di una piccola attività imprenditoriale (con un calcolo approssimativo, che qui riportiamo come semplice esempio e che non corrisponde a nessun prodotto specifico, con un versamento mensile di 30€ al 18° anno di età, un ragazzo potrà ricevere quasi 8.000€). Diverse sono le soluzioni possibili, ci sono prodotti che prevedono versamenti fissi e prodotti che prevedono la possibilità che si possa versare solo quando si hanno a disposizione dei risparmi. Diversi sono i tassi di interesse che vengono pagati man mano sui soldi versati. Questi prodotti sono offerti da intermediari finanziari (in genere banche assicurazioni) e oggi stanno diventando sempre più flessibili nelle condizioni e quindi accessibili anche ai piccoli risparmiatori. È opportuno informarsi bene su tutte le condizioni e chiedere consiglio alla propria banca o alla propria assicurazione su quale sia il prodotto più adatto alle mie esigenze. Anche questo può costituire un modo alternativo per mettere da parte i soldi nel tempo prima di inviarli nel proprio paese per acquistare una casa o per altre spese importanti. Inoltre, mentre il denaro si accumula, di fatto noi costruiamo un piccolo patrimonio che può essere un’utile garanzia per il futuro e facilitarci l’accesso ad altri servizi o prodotti finanziari come il credito (la banca infatti ci valuta sempre sulla base del nostro reddito (lo stipendio) e del nostro patrimonio.

Cosa è la responsabilità sociale di un intermediario finanziario?


Gli operatori finanziari svolgono un ruolo di intermediazione importante all’interno dell’economia di un paese (la scheda “Cosa è e cosa fa una banca” ci dà una prima idea del ruolo delle banche come intermediari finanziari), raccogliendo denaro (depositi) e prestandolo a persone e imprese per fare acquisti e per le attività imprenditoriali. Nello svolgere questo lavoro gli intermediari fanno delle scelte basandosi su una molteplicità di fattori, fra questi, in questi anni, è cresciuta l’importanza di quella che prende il nome di responsabilità sociale. La responsabilità sociale d’impresa riguarda il modo in cui un’impresa, e nel nostro caso l’intermediario, svolge il suo lavoro rispetto all’ambiente che lo circonda, al personale che vi lavora, all’effetto che le proprie scelte provocano sul territorio in cui si trova. Il come lavora l’intermediario, a chi cioè sceglie di prestare i risparmi che gli abbiamo affidato, sono elementi importanti, soprattutto rispetto al nostro futuro e agli effetti che le scelte fatte avranno sul nostro territorio o nel nostro paese. Un operatore finanziario, con il suo comportamento, può infatti influire in modo importante sulle attività imprenditoriali di un territorio o di un paese, favorendo ad esempio la ricerca, o l’artigianato locale, o la crescita delle aziende già esistenti, così come può scegliere di non finanziare un’impresa perché sfrutta i suoi lavoratori o perché sta agendo a danno dei risparmiatori o è particolarmente inquinante, se è a conoscenza di questi comportamenti (e questi sono solo degli esempi). Le condizioni economiche che ci vengono offerte (il tasso di interesse o le commissioni) non sono perciò l’unico elemento su cui dobbiamo scegliere quando decidiamo di rivolgerci ad un operatore piuttosto che un altro, ma dobbiamo anche domandarci e informarci, per quanto possibile, sul modo in cui l’intermediario fa le proprie scelte e agisce. Ci sono associazioni di cittadini, ma anche aziende e centri di ricerca specializzati sulla responsabilità sociale, che hanno il compito di osservare i comportamenti delle imprese, e quindi anche degli intermediari finanziari, facendo pressione perché cresca l’attenzione a questi temi anche nelle loro scelte di ogni giorno. La campagna sulle banche armate (consultare il sito web www.banchearmate.it, con lo scopo di sensibilizzare le banche rispetto al finanziamento delle aziende che producono e soprattutto esportano armi verso paesi in guerra, è solo un esempio di questa azione di controllo da parte dei risparmiatori.

Elementi di alfabetizzazione bancaria


Alcune informazioni utili per conoscere il mondo delle banche e dei prodotti e servizi finanziari.

Cosa è un conto corrente?


Il conto corrente è un insieme di servizi offerti da una banca per rendere più sicuro e veloce la gestione delle nostre spese quotidiane e un luogo sicuro dove conservare il denaro. Il conto corrente è un contratto con il quale la banca si impegna a conservare i soldi che depositiamo e ad eseguire le operazioni che noi le ordiniamo di fare. Ogni operazione (di versamento, di spesa, di pagamento ecc…) viene registrata dalla banca, che in ogni momento è in grado di dirci il saldo del nostro conto (cioè i soldi che sono disponibili in ogni momento). Periodicamente, poi la banca deve inviare un estratto conto, cioè una sintesi di tutte le operazioni da noi effettuate in quel periodo di tempo, in modo che noi possiamo controllarle e segnalare per iscritto, entro 60 giorni, eventuali errori. Insieme al conto corrente si possono richiedere e ottenere diversi servizi e prodotti finanziari (la banca valuterà di volta in volta se ci sono i requisiti per ogni servizio), come le carte di pagamento o le carte di credito, prodotti di investimento, le assicurazioni e il credito (in tutte le sue tipologie). Generalmente la banca paga un tasso di interesse sul denaro depositato sul conto corrente, mentre chiede una serie di spese per la gestione del conto e dei servizi offerti.
Per aprire un conto corrente è necessario essere maggiorenne e avere un documento di identità e il codice fiscale e questo proprio a causa della possibilità di utilizzare tutti i servizi di pagamento.
La banche offrono diversi tipi di conto corrente, con caratteristiche e prezzi differenti: esistono i conti correnti tradizionali, i conti correnti specifici per alcune età (conto giovani) o per alcune attività o gruppi di persone (ad esempio i conti dedicati alla clientela immigrata, o i conti correnti per gli artigiani), i conti di deposito (serbatoi dove depositare il denaro che danno un tasso di interesse più alto e un minor numero di servizi), i conti multicanale (i conti correnti on-line che possono essere utilizzati tramite internet o i conti a pacchetto (in cui al conto corrente sono legati una serie di servizi compresi nel prezzo). Le differenze dipendono dalle modalità con cui è possibile utilizzare il conto e dai servizi accessori inclusi (ad esempio: bancomat, domiciliazione bollette, ecc.).

Cosa guardare per scegliere un c/c?


La prima cosa da guardare per scegliere il tipo di conto corrente (c/c) sono i miei bisogni: cioè “a cosa mi serve?” (per le normali spese familiari, per investire dei soldi, per risparmiare, per la mia attività commerciale), quante volte penso di utilizzarlo? quanti soldi metterò sul conto? di quali servizi avrò bisogno? Ogni conto corrente è infatti diverso e per prima cosa deve essere adatto ai miei bisogni (ad esempio è inutile aprire un conto corrente on-line se non ho un accesso ad internet facile, o avere la carta di credito se uso solo i contanti per fare le spese).
Il secondo elemento riguarda il numero e il tipo di servizi che quel determinato c/c mi offre (carta bancomat, servizi di pagamento, altri servizi bancari o extrabancari come ad esempio un’assicurazione ecc.).
Il terzo elemento riguarda i costi del conto corrente e di ogni servizio o prodotto legato ad esso. Quando si valutano i costi è necessario fare attenzione e chiedere informazioni precise. Esistono dei costi fissi, legati al conto corrente o a singoli prodotti offerti. Si tratta in genere di costi annuali che la banca chiede per gestire il conto e i servizi di pagamento (come la carta bancomat). Sempre più spesso le banche offrono, insieme al conto corrente, pacchetti di prodotti tutti compresi ad un costo unico annuo. Esistono poi dei costi variabili, che dipendono cioè dal numero di operazioni che facciamo sul conto corrente (ad esempio una commissione per ogni bonifico fatto o per ogni prelievo con il Bancomat ad uno sportello di una banca diversa da quella in cui abbiamo il conto).
È bene farsi spiegare bene dalla banca tutti i costi in dettaglio. I bolli sono invece una tassa fissa che viene imposta dallo Stato e che la banca semplicemente trasferisce dal nostro conto corrente alle casse dello Stato.
Il quarto elemento da conoscere per scegliere il tipo di conto è costituito dai tassi di interesse: quello che la banca ci dà per il denaro depositato (generalmente è molto basso, tranne che per alcuni conti correnti e per i conti deposito) e quello che la banca mi chiede se succede che il mio conto corrente va in rosso, cioè se in un determinato momento (anche solo per un giorno) le mie spese sono state superiori ai soldi che avevo depositato sul conto (il mio saldo diviene cioè negativo).
È l’insieme di questi elementi che deve guidare la nostra scelta, ricordando sempre due passi fondamentali:

- chiarire prima di tutto i propri bisogni, il “a che cosa mi serve” il conto corrente,
- chiedere informazioni complete e precise e consulenza alla banca che è ha il dovere di aiutarti a conoscere e a scegliere.

Il deposito a risparmio è diverso dal conto corrente?


Il deposito a risparmio è una delle forme di deposito che la banca mette a disposizione dei propri clienti ed è uno degli strumenti di risparmio utilizzabili. Il deposito a risparmio è rappresentato da uno speciale documento che prende il nome di libretto di deposito a risparmio che, una volta emesso dalla banca, viene consegnato al cliente. Sul libretto vengono annotate tutte le operazioni di versamento e di prelievo e a fianco di ciascuna operazione viene indicato il saldo, ossia la quantità di denaro che è depositata sul libretto (e quindi disponibile) in quel momento. Il libretto è il documento che dichiara il credito che io ho nei confronti della banca e solo presentando il libretto sarà possibile depositare o prelevare del denaro.
Rispetto alla possibilità di utilizzarlo, in genere non esistono limiti di età per possedere un libretto di risparmio (ci sono libretti pensati anche per i ragazzi) e si distingue fra: libretto al portatore e libretto nominativo.
Quando il libretto è al portatore chiunque possieda il libretto e lo presenti in banca può prelevare o versare del denaro (attenzione quindi ai furti!). Se invece il libretto è nominativo, significa che è intestato ad una o più persone che si sono presentate in banca al momento della sua emissione e solo quelle persone potranno usarlo. La banca è obbligata a verificare che chi si presenta con il libretto è effettivamente la persona a cui è intestato. Se una persona diversa da quella indicata si presenta in banca non può fare nulla e se preleva dei soldi la banca è responsabile.
Rispetto invece alle condizioni di utilizzo del libretto di deposito due sono le distinzioni più importanti: il libretto semplice e il libretto vincolato.

Il libretto semplice dà un interesse sul denaro depositato, che la banca può variare in qualsiasi momento e dà la possibilità di prelevare in qualsiasi momento.
Il libretto vincolato invece prevede che i soldi depositati siano vincolati per un certo periodo di tempo (ad esempio 6 mesi , un anno o 18 mesi). Questo significa che per il tempo prestabilito non è possibile prelevare denaro dal libretto. Si può invece sempre depositare. In cambio di questo vincolo la banca dà un tasso di interesse più alto e si impegna a non modificarlo per tutta la durata del periodo stabilito.

Ci sono perciò importanti differenze fra il conto corrente e il libretto di risparmio. Prima di tutto il libretto di risparmio è un documento che portiamo con noi e che teniamo in casa (e può essere rubato), mentre il conto corrente non è un documento fisico. Inoltre il libretto di deposito ci permette di accumulare il denaro, ma non ci dà la possibilità di utilizzarlo per i nostri pagamenti (un bonifico, una carta bancomat ecc..), ogni volta che ci serve del contante dobbiamo andare in banca (negli orari di sportello), fare la coda e fare un prelievo. Il conto corrente invece ci permette di ordinare alla banca qualsiasi operazione di pagamento attraverso vari strumenti (le carte di pagamento, i trasferimenti di denaro ecc.). Allo stesso modo il libretto di deposito ci dà un interesse maggiore rispetto al conto corrente e nel caso di deposito vincolato il tasso è fisso per un certo periodo di tempo. Inoltre, generalmente il libretto di deposito non ci costa nulla o ci costa molto poco. Allo stesso modo per ottenere un mutuo o un prestito è necessario avere un conto corrente.
Per aprire un conto corrente è necessario essere maggiorenne e avere un documento di identità e il codice fiscale e questo proprio a causa della possibilità di utilizzare tutti i servizi di pagamento, mentre il libretto di deposito è molto più semplice da ottenere.
È perciò evidente che i due strumenti, conto corrente e libretto di deposito hanno funzioni molto diverse. Se vogliamo accumulare del denaro per un certo periodo di tempo e sappiamo che non ci servirà allora il libretto di risparmio può essere uno strumento da considerare (dato che ha un tasso di interesse maggiore), ma se invece i soldi ci servono per le nostre spese di tutti i giorni o abbiamo bisogno di altri servizi finanziari (come un prestito) allora il conto corrente è indispensabile. Ovviamente è anche possibile avere entrambi utilizzandoli per gestire i nostri soldi nel modo migliore, la parte da mettere da parte sul libretto e la parte che serve ogni giorno sul c/c.

Le carte di pagamento


Le carte di pagamento si chiamano così perché ci permettono di pagare le nostre spese senza utilizzare il denaro contante, attraverso appositi apparecchi, chiamati POS, ormai molto diffusi. Le carte di pagamento ci consentono poi di prelevare denaro presso gli sportelli automatici (ATM) in tutta Italia (e da novembre 2009 anche in tutti i paesi dell’Unione Europea) e di utilizzare una serie di servizi che stanno diventando sempre più numerosi, come vedere il saldo del proprio conto corrente, ricaricare il telefono o effettuare alcuni pagamenti (bollette ecc.).
Le carte di pagamento possono essere emesse dalle banche (o da BancoPosta) e in genere (fanno eccezione alcune carte prepagate) richiedono un conto corrente dove vengono addebitate le varie operazioni (prelievi e pagamenti). Per motivi di sicurezza, per poter essere usate, richiedono un codice di sicurezza (PIN) che viene dato insieme alla carta. Esistono dei limiti giornalieri e mensili di utilizzo (plafond) che fissano un limite oltre il quale non si può spendere o prelevare con quella carta. L’ammontare di questi limiti dipende dalle norme antiriciclaggio (vedi la scheda sulla "Normativa Antiriclaggio” in questa sezione) e dal contratto fatto con la banca. Esistono tre tipologie di carte di pagamento:

Le carte di debito
Sono le più diffuse, il Bancomat. Consentono di prelevare denaro, effettuare pagamenti, ricariche, bollette ecc. utilizzando gli sportelli automatici (ATM) o dei piccoli terminali (POS) presso i negozianti, inserendo il proprio codice di sicurezza (PIN). Tutte le operazioni fatte con la carta vengono addebitate sul conto corrente quasi nello stesso momento si fanno (per cui attenzione a non prelevare o spendere più di quanto si ha disponibile sul conto corrente!). Esistono limiti di utilizzo giornalieri e mensili. Il loro utilizzo per pagare gli acquisti (usando i POS) è gratuito, mentre quando si preleva, se si utilizza un ATM della propria banca l’operazione è gratuita, mentre se si utilizza l’ATM di un’altra banca può esserci una commissione (che deve essere stabilita nelle condizioni del contratto della carta di debito). Molte banche danno la carta Bancomat insieme al conto corrente, senza spese aggiuntive, in altri casi si paga una spessa fissa annua.

Le carte prepagate
Le carte prepagate, anche chiamate carte ricaricabili, hanno le stesse funzioni delle carte di debito. Ma mentre le operazioni delle carte di debito vanno a finire direttamente sul proprio conto corrente, le carte prepagate richiedono che la somma di denaro che può essere spesa venga versata in anticipo, nel momento in cui la carta viene emessa. È possibile “ricaricare” la carta versando nuovo denaro, proprio come una SIM ricaricabile di un telefonino. Una sorta di “serbatoio” di cui in ogni momento è possibile sapere quanti soldi sono rimasti. Possono essere emesse anche da negozianti o da altri operatori diversi dalle banche. Hanno limiti precisi di utilizzo e anche di ricarica (c’è un limite per ogni singola ricarica e un limite per la somma delle ricariche in un anno). Generalmente le carte prepagate hanno un costo richiesto al momento in cui vengono emesse e una commissione fissa ogni volta in cui vengono ricaricate (solitamente si tratta di costi abbastanza contenuti). Oggi esistono due tipi di carte prepagate:

- le carte “usa e getta” che sono anonime e quindi possono essere usate da chiunque (possono però essere solamente di 500€ al massimo e non possono essere ricaricate);

- le carte nominative, intestate ad una persona che deve mostrare un documento di identità nel momento in cui richiede la carta e che è l’unica persona autorizzata ad usarla. Le carte nominative (le più comuni) possono essere ricaricate infinite volte (purchè la somma complessiva in un anno non superi un certo limite fissato dall’emittente) e hanno limiti di utilizzo diversi a seconda di chi le emette.

Dal prossimo novembre, quando entrerà in vigore una direttiva europea sui servizi di pagamento, si potranno emettere tre tipi di carte:

- la carta usa e getta di 150€ massime;
- la carta anonima che potrà essere ricaricata più volte, ma per non più di 2.500€ in un anno;
- la carta nominativa senza limite.

Le carte di credito
La carta di credito, oltre a tutti i servizi di una normale carta di pagamento, ha un servizio in più: le spese non vengono addebitate subito sul conto corrente, ma solo alla metà del mese successivo. Per la durata di un mese, quindi, la banca o chi ha emesso la carta di credito, di fatto, mi presta i soldi gratuitamente. Ecco perché si chiamano carte di credito e perché, prima di emetterle, vengono richieste una serie di informazioni (come il tipo di lavoro o il reddito) per stabilire se a fine mese sarò in grado di restituire il debito. Ogni carta e ogni cliente ha perciò dei limiti di utilizzo diversi (a seconda del suo reddito) e in genere le carte di credito hanno dei costi annuali più alti rispetto alle altre tipologie.
Le carte di credito funzionano in tutto il mondo grazie ad un accordo fra tutte le banche per creare dei circuiti di pagamento internazionali (circuiti che prendono il nome delle società che li gestiscono, come VISA o Mastercard). Ecco perché quando si usano una carta di credito all’estero non è necessario cambiare il denaro nella valuta del paese, perché il cambio viene fatto automaticamente dal sistema dei pagamenti che gestisce la carta al cambio ufficiale di quel giorno.
In alcuni casi, nel mese successivo, il pagamento delle spese che ho fatto con la carta di credito avviene ratealmente (le carte prendono allora il nome di carte revolving). Naturalmente mi verrà chiesto un tasso di interesse per le rate, tasso che deve essere dichiarato nel contratto con cui viene emessa la carta e di cui è bene chiedere tutte le informazioni all’emittente.
Attenzione a firmare la carta di credito nell’apposito spazio sul retro, altrimenti il negoziante potrebbe rifiutarvi il pagamento. E controllate sempre, prima di utilizzare la carta di credito, che in quel luogo (negozio, ristorante ecc..) accettino carte di credito con il vostro gestore (Cartasì, VISA, Mastercard e American Express, sono i più diffusi) che deve essere indicato sulla vostra carta insieme al nome di chi l’ha emessa (banca o altro emittente).

Normativa antiriciclaggio


Quando utilizziamo i canali formali per inviare denaro ci viene sempre chiesto un documento di riconoscimento, oppure a volte scopriamo che esistono dei limiti per inviare le rimesse tramite alcuni operatori.
Si tratta di obblighi e limiti che sono previsti da una serie di leggi specifiche che prendono il nome di leggi antiriciclaggio. Il riciclaggio del denaro è un’attività illegale che trasforma il denaro che proviene da attività illecite (traffico di droga, di armi, di organi o altre attività come l’usura o le attività mafiose) in denaro “pulito”, che viene cioè reintrodotto nelle normali attività economiche in Italia e all’estero. Ecco perché sono state introdotte alcune norme e un controllo che hanno come obiettivo quello di evitare operazioni di questo tipo e di individuare tutte quelle che possono sembrare sospette.
Tre sono le cose principali da sapere riguardo ai controlli che la Banca d’Italia fa per evitare che venga riciclato il denaro:

1.
Non prestare ad altri il proprio nome o i propri documenti per effettuare un invio di denaro e non inviare denaro di altre persone che non sono familiari. Se il denaro risultasse riciclato potresti essere accusato di un reato, quello di riciclaggio, diventando di fatto complice;

2.
Ogni invio di denaro in Italia o all’estero di importo superiore a 12.500€ viene segnalato dall’operatore alla Banca d’Italia. L’importo di 12.500€ può essere raggiunto in un’unica operazione o attraverso più operazioni di importi inferiori fatte nell’arco di una settimana. Si tratta di una segnalazione che non comporta nessun rischio se il denaro è lecito. Sarà la Banca d’Italia, se individua un movimento sospetto, a decidere se sarà necessario indagare ulteriormente, ma lo farà sempre attraverso la banca che ha effettuato l’operazione;

3.
Quando inviamo una rimessa portando denaro contante ad un Money Transfer Operator la legge antiriciclaggio prevede che:

A) tutti gli invii inferiori a 2.000€ sono liberi;
B) per gli invii compresi fra 2.000€ e 5.000€ il Money Transfer Operator dovrebbe chiedervi il motivo dell’invio e un documento che dimostri da dove proviene il denaro (ad esempio lo stipendio);
C) il Money Transfer Operator non può accettare invii di rimesse in contanti superiori a 5.000€, o più invii in una settimana la cui somma superi i 5.000€.