Le carte di pagamento si chiamano così perché ci permettono di pagare le nostre spese senza utilizzare il denaro contante, attraverso appositi apparecchi, chiamati
POS, ormai molto diffusi. Le carte di pagamento ci consentono poi di prelevare denaro presso gli sportelli automatici
(ATM) in tutta Italia (e da novembre 2009 anche in tutti i paesi dell’Unione Europea) e di utilizzare una serie di servizi che stanno diventando sempre più numerosi, come vedere il saldo del proprio conto corrente, ricaricare il telefono o effettuare alcuni pagamenti (bollette ecc.).
Le carte di pagamento possono essere emesse dalle banche (o da BancoPosta) e in genere (fanno eccezione alcune carte prepagate) richiedono un conto corrente dove vengono addebitate le varie operazioni (prelievi e pagamenti). Per motivi di sicurezza, per poter essere usate, richiedono un codice di sicurezza
(PIN) che viene dato insieme alla carta. Esistono dei limiti giornalieri e mensili di utilizzo
(plafond) che fissano un limite oltre il quale non si può spendere o prelevare con quella carta. L’ammontare di questi limiti dipende dalle norme antiriciclaggio
(vedi la scheda sulla "Normativa Antiriclaggio” in questa sezione) e dal contratto fatto con la banca. Esistono tre tipologie di carte di pagamento:
Le carte di debito
Sono le più diffuse, il Bancomat. Consentono di prelevare denaro, effettuare pagamenti, ricariche, bollette ecc. utilizzando gli sportelli automatici (ATM) o dei piccoli terminali (POS) presso i negozianti, inserendo il proprio codice di sicurezza (PIN). Tutte le operazioni fatte con la carta vengono addebitate sul conto corrente quasi nello stesso momento si fanno (per cui attenzione a non prelevare o spendere più di quanto si ha disponibile sul conto corrente!). Esistono limiti di utilizzo giornalieri e mensili. Il loro utilizzo per pagare gli acquisti (usando i POS) è gratuito, mentre quando si preleva, se si utilizza un ATM della propria banca l’operazione è gratuita, mentre se si utilizza l’ATM di un’altra banca può esserci una commissione (che deve essere stabilita nelle condizioni del contratto della carta di debito). Molte banche danno la carta Bancomat insieme al conto corrente, senza spese aggiuntive, in altri casi si paga una spessa fissa annua.
Le carte prepagate
Le carte prepagate, anche chiamate carte ricaricabili, hanno le stesse funzioni delle carte di debito. Ma mentre le operazioni delle carte di debito vanno a finire direttamente sul proprio conto corrente, le carte prepagate richiedono che la somma di denaro che può essere spesa venga versata in anticipo, nel momento in cui la carta viene emessa. È possibile “ricaricare” la carta versando nuovo denaro, proprio come una SIM ricaricabile di un telefonino. Una sorta di “serbatoio” di cui in ogni momento è possibile sapere quanti soldi sono rimasti. Possono essere emesse anche da negozianti o da altri operatori diversi dalle banche. Hanno limiti precisi di utilizzo e anche di ricarica (c’è un limite per ogni singola ricarica e un limite per la somma delle ricariche in un anno). Generalmente le carte prepagate hanno un costo richiesto al momento in cui vengono emesse e una commissione fissa ogni volta in cui vengono ricaricate (solitamente si tratta di costi abbastanza contenuti).
Oggi esistono due tipi di carte prepagate:
- le carte
“usa e getta” che sono anonime e quindi possono essere usate da chiunque (possono però essere solamente di 500€ al massimo e non possono essere ricaricate);
- le carte
nominative, intestate ad una persona che deve mostrare un documento di identità nel momento in cui richiede la carta e che è l’unica persona autorizzata ad usarla. Le carte nominative (le più comuni) possono essere ricaricate infinite volte (purchè la somma complessiva in un anno non superi un certo limite fissato dall’emittente) e hanno limiti di utilizzo diversi a seconda di chi le emette.
Dal prossimo novembre, quando entrerà in vigore una
direttiva europea sui servizi di pagamento, si potranno emettere tre tipi di carte:
- la carta usa e getta di 150€ massime;
- la carta anonima che potrà essere ricaricata più volte, ma per non più di 2.500€ in un anno;
- la carta nominativa senza limite.
Le carte di credito
La carta di credito, oltre a tutti i servizi di una normale carta di pagamento, ha un servizio in più: le spese non vengono addebitate subito sul conto corrente, ma solo alla metà del mese successivo. Per la durata di un mese, quindi, la banca o chi ha emesso la carta di credito, di fatto, mi presta i soldi gratuitamente. Ecco perché si chiamano carte di credito e perché, prima di emetterle, vengono richieste una serie di informazioni (come il tipo di lavoro o il reddito) per stabilire se a fine mese sarò in grado di restituire il debito. Ogni carta e ogni cliente ha perciò dei limiti di utilizzo diversi (a seconda del suo reddito) e in genere le carte di credito hanno dei costi annuali più alti rispetto alle altre tipologie.
Le carte di credito funzionano in tutto il mondo grazie ad un accordo fra tutte le banche per creare dei circuiti di pagamento internazionali (circuiti che prendono il nome delle società che li gestiscono, come VISA o Mastercard). Ecco perché quando si usano una carta di credito all’estero non è necessario cambiare il denaro nella valuta del paese, perché il cambio viene fatto automaticamente dal sistema dei pagamenti che gestisce la carta al cambio ufficiale di quel giorno.
In alcuni casi, nel mese successivo, il pagamento delle spese che ho fatto con la carta di credito avviene ratealmente (le carte prendono allora il nome di
carte revolving). Naturalmente mi verrà chiesto un tasso di interesse per le rate, tasso che deve essere dichiarato nel contratto con cui viene emessa la carta e di cui è bene chiedere tutte le informazioni all’emittente.
Attenzione a firmare la carta di credito nell’apposito spazio sul retro, altrimenti il negoziante potrebbe rifiutarvi il pagamento. E controllate sempre, prima di utilizzare la carta di credito, che in quel luogo (negozio, ristorante ecc..) accettino carte di credito con il vostro gestore (Cartasì, VISA, Mastercard e American Express, sono i più diffusi) che deve essere indicato sulla vostra carta insieme al nome di chi l’ha emessa (banca o altro emittente).